Domenica scorsa, a metà pomeriggio, pur boccheggiando, ho avuto un improvviso impellente desiderio di coppa Malù, l’iconico dessert da banco frigo di metà anni 80, costituito per 3/4 di budino e 1/4 di panna.
Io amo in verità l’idea della coppa Malù, quello che rappresenta e quella sensazione di mini-festa un po’ pop e fuori programma che che provavo le rare volte che mia mamma la metteva nel carrello.
Perchè è il tipico dessert improvvisato di metà settimana (non me la immagino la coppa Malù a fine pasto la domenica, mentre il classico tartufo bianco affogato al caffè certo che sì! ;)) che fa tanto allegria proprio perchè arriva in genere in un momento in cui il dolce non è contemplato.
Amo tanto la coppa Malù così quanto odio il budino. Salvo rarissimi casi.
Però ultimamente sto dando qualche possibilità ai dessert e dolci al cucchiaio in genere, e poi vi voglio anche bene, e lo so che in questo momento non volete accendere manco un fiammifero, figuriamoci un fornello e figuriamoci un forno (ma non fateci troppo la bocca che io senza cuocere troppo a lungo non ci so stare, stampelle o meno che siano), inoltre, non abbiamo appena inaugurato, data appunto la mia situazione temporaneamente poco smagliante, la nuova rubrica #ricettedaseduti?
Beh questa ricetta della coppa Malù fatta in casa oltre ad essere da seduti è pure sfacciatamente veloce, e se avete un buon robot da cucina direi velocissima: si tratta di una versione decisamente personalizzata, non budinizzata, facilmente delattosabile (se po’ dì?) e pure abbastanza magra e proteica, insomma, una vera furbata, e vi piacerà se amate il sapore leggermente acidulo dei fiocchi di latte unito a quello amaro del cacao.
Per compensare questa combinazione, io, che non zucchero la panna montata manco sotto tortura, a questo giro l’ho fatto, e devo dire che ci sta addio.
La versione che vedete qua sotto tutto sommato è abbastanza fit (salvo la panna, che è comunque sui 50 g a testa, e lo zucchero si aggirerà sui 10 considerando di zuccherare la panna), ma ovviamente potete immaginare di arricchirla come volete, sostituendo il gruè di cacao con un po’ di crema spalmabile, cacao e nocciole, oppure con del cioccolato fuso e delle nocciole tritate.
Io la adoro così
Tempo di preparazione: 2 minuti + una 1-2 ore (anche una notte) di riposo
Tempo di cottura: –
Difficoltà: facile
Numero di porzioni: 4
Dessert ai fiocchi di latte e cacao
Ingredienti per 4-6 porzioni
600 g di fiocchi di latte (io ho usato dei fiocchi senza lattosio)
60 g di cacao amaro in polvere
40 g di zucchero a velo
300 g di panna da montare (usate quella delattosata se volete ottenere un dolce senza lattosio) + 1-2 cucchiai di zucchero a velo
gruè di caco per finire
Mettete i fiocchi di latte, il cacao in polvere e lo zucchero a velo in un robot da cucina.
Frullate in più riprese da 20-30 secondi fino a ottenere un composto completamente liscio e omogeneo.
Trasferite in 6 coppette e fate riposare in frigorifero per 1-2 ore o fino al giorno successivo.
Montate la panna e distribuitene un sottile (più o meno ;)) strato sulle coppette, finite con il gru di cacao e servite.
Nota 1
Potete regolare il grado di dolcezza della vostra Coppa Malù assaggiandolo dopo aver frullato fiocchi di latte, zucchero a velo e cacao, anche se la sua caratteristica è il sapore non troppo dolce e leggermente acido ottenuto grazie all’uso dei fiocchi di latte.
Sì può consumare appena preparato, anche se il riposo da 1-2 ore fino anche a 8 ore in frigo ne migliora ulteriormente, stabilizzandola, la consistenza.
É dunque comodo da preparare il giorno prima.
Si conserva bene per 2-3 giorni in frigo.
Nota 2
Avrei voluto scattare una foto che rendesse al meglio questo dolce semplice e straordinario, mettevi una bella macro della scucchiaiata e tante angolazioni diverse, ma le condizioni attuali (scatto da sette mezza sbilenca) non lo consentono, e forse va bene anche così, la #ricetta da seduta va anche #fotografatadaseduta, quindi vi lascio queste due polaroid, e vi mando baci copiosi!
alla prossima ricetta!
r.
Emanuela Lupi
Oddio il tartufo affogato che cos’èèèèèèèèèèèèè!!! cioè mi hai sbloccato non un ricordo, dippiiùùùù!! cioè io al tavolo della pizzeria con i miei, nell’unico posto in cui si mangiava la pizza al padellino (quindi formato bambino, ma in realtà andava benissimo anche per i grandi) bella altina, che mi mangio il mio dolce al cucchiaio preferito di sempre (dopo la torta romantice dell’Algida e la viennetta che vabbè mangiavi più con la forcehtta che con il cucchiaio): il tartufo affogato! aaaaaaaaaahhhh lo voglio tipo ora!
Ma questa coppetta Malù, ma sai che io mica lo mai mangiataaaa???? perché io andavo più di magnum in tutte le varie declinazioni quando ero piccola (tipo le medie) quindi metà anni ’90.
Questa mi manca e devo rimediare e non credo tarderò molto, sai?
Intanto ti mando un abbraccio fortissimo..
Come procede?
Manù.
ps: cioè non posso proprio esimermi dal non farla, io con un nome così!
LaRicciaInCucina
La coppa Malù… quanti ricordi.
Il gusto della parte al cioccolato non troppo dolce ma nemmeno troppo amaro. E quella panna? Così…inconsistente (come solo la panna delle bombolette spray sapeva essere)…che pareva svanire a contatto della lingua (non ai livelli dello zucchero filato ma poco ci mancava) ma che comunque io tendevo a conservare fino alla fine…(scrivo “comunque” perché, ovviamente, essendo una panna “finta” non era buona, avvolgente e corposa come la panna fresca montata).
In pratica affondavo il cucchiaio lungo il bordo del bicchiere per prelevare il cioccolato dalla parte più profonda…fino a ritrovarmi la “copertina” di panna quasi adagiata sul fondo del bicchiere.
Stavo in fissa così. Un po’ come con il Magnum del quale prima sgranocchiavo tutta la copertura di cioccolato (anche se il termine + adatto sarebbe “scollavo”) e poi, solo alla fine, mi iettavo sulla crema.
Deliziosa questa ricettina!!
Penso che la proverò: mi intriga troppo l’idea di usare i fiocchi di latte come dessert.
A me i budini piacciono da matti!! Starei le ore con in bocca una cucchiaiata di budino tastando con la lingua la parte liscia (quella che si rapprende a contatto della superficie liscia della coppetta in vetro)… lo scrivo per ribadire il concetto che io tanto normale non sono…o quantomeno…ho un problema! :-D
Ti abbraccio.