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Minestra di risoni con carote, limone e zenzero

31 Marzo 2025 Food, Zuppe, minestre e vellutate, Basic

Minestra di risoniRossella VeneziaNon voglio sbomballarvi con questa cosa che piove e quindi il comfort food, perchè sono fermamente convinta che non c’è nulla di peggio delle parole logore, un po’ come le nostre canzoni preferite ascoltate e riascoltate alla radio fino a che non hanno perso (quasi) completamente senso.

Quindi non vi dirò che ho fatto la minestra di risoni perché piove (anche se è vero ;)), ma che ho fatto la minestra di risoni con carote, limone e zenzero perché adoro la pastina in brodo (anche questo vero, anzi verissimo, ho una vera fissa), e perché dovevo a tutti i costi dare un verso a quelle 4 carote biologiche che stavano lì in frigo boccheggiando da giorni e che mi piangeva il cuore non trasformare qualcosa, mentre al tempo stesso non c’era praticamente null’altro nello stesso frigo, a parte una ventina di chili di yogurt che mi servono per un lavoro.

Peròòòòò, quello che in casa mia non manca in questo periodo dell’anno (e ne parlavo con la mia amica Rebecka proprio qui, nei commenti al blog nel post della torta rovesciata alle arance rosse), sono i limoni, e a dire la verità pure lo zenzero fresco, complice una vecchia adorata fissa Ayurveda per cui gennaio-febbraio-marzo qui si va dei Ginger Lemon tea a tutto spiano.

Quindi andata, la minestra si fa (in un attimo) con le carote quasi scamuffe, lo zenzero e i limoni.

Altamente consigliabile se piove ;-P

Minestra di risoni

Minestra di risoni con carote, limone e zenzero*
ingredienti per 4 persone
1 litro di brodo vegetale caldo
180 g di risoni
1 limone bio
1 spicchio di aglio
1 pezzetto di radice di zenzero fresco
4-5 carote piccole
olio extra vergine d’oliva, sale, pepe

Pelate le carote e tagliatele a rondelle di un paio di mia di spessore. tenete da parte.

Schiacciate l’aglio in camicia con la lama del coltello messa di piatto su un tagliere, poi mondatelo della camicia e del germoglio centrale; sbucciate lo zenzero con un coltellino o con un pelapatate, poi tritate entrambi insieme molto finemente al coltello e trasferiteli in una casseruola antiaderente, che conterrà tutta la minestra, con 2 cucchiai di olio d’oliva.

Fate dorare a fiamma medio bassa per uno o due minuti monitorando e rimestando con un cucchiaio di legno, poi unite le carote e fate dorare ancora un paio i minuti, aggiungendo una presa di sale per insaporire.

Unite a questo punto il brodo e lasciate cuocere le carote per 5 minuti (dovranno iniziare a cuocere ma senza essere sfatte, considerate la cottura dei risoni!), poi i risoni  e fate cuocere ancora 5 minuti.

A questo punto assaggiate, regolate di sale, grattugiate a piacere un po’ di scorza di limone nella minestra e unitevi sempre a piacere (ma ci sta dadio) un mezzo limone scarso spremuto (partite con poco e assaggiate e regolatevi di conseguenza).

Servite subito!

*l’idea viene dal numero n.6 di Saveurs Nutrition: loro lessano tutto separatamente e aggiungono le carote all’ultimo, tagliate a strisce col pelapatate; inoltre  grattugiano lo zenzero. Io non ho potuto resistere all’idea di una sano, succulento minisoffritto, a cui ho aggiunto anche un piccolo spicchio di aglio, che a mio parere con il limone. Leo zenzero sta radio…
Minestra di risoni

 

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Categories: Food, Zuppe, minestre e vellutate, Basic Tags: cucine sostenibili, kit di sopravvivenza, rimasugli, cucina fast, egg free, vitamine..., cucina naturale, lactose free, minestre, zuppe

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Interazioni con il lettore

10 Commenti

  1. Emanuela Lupi

    1 Aprile 2025 at 06:09

    A parte la bellezza tua raggomitolata con i jeans…
    Ma… vogliamo parlare del fatto che madre è febbricitante e che questa minestra è proprio quello che fa per me/lei? (me che così ho un’idea diversa di brodo e pastina e lei che il brodo ora le tocca e questo con lo zenzero ed il limone cade proprio a fagiolone.
    Anche io adoro la pastina in brodo, sai che a me piace più dei tortellini/cappelletti/passatelli? Non so perché ma la pastina piccola mi piace da matti!
    E, oggi qui la pioggia si è fermata, ma in compenso tira un vento fortissimo e questo piatto qui, mi farebbe un sacco bene tornata dal mercato, perché sarò super rinco e infreddolita.

    Grazie.

    Buon martedì.
    Manù.

    Rispondi
    • Rossella

      1 Aprile 2025 at 09:14

      Buongiorno Manù!!!!
      Che bello pensare anche te raggomitolata intorno ad una minestrina al ritorno dal mercato! Sembra un film!
      Anche a me piace più la versione “umile” del brodo, cioè con la pastina in formato piccolo!
      Che sia un retaggio dell’infanzia? Vogliamo parlare della tempestina con la minestra fatta COL DADO (;D) e il formaggino sciolto dentro, più un filo d’olio??? Io ci impazzisco!

      Rispondi
      • Emanuela Lupi

        1 Aprile 2025 at 15:25

        Oddio ti prego il formaggino siiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!
        Dovresti creare una nuove rubrica.. le ricette dell’infanzia, però con quegli ingredienti che da piccole amavamo tantissimo e che adesso invece … va de retro! (tipo i toast con le sottilette aaaaaaaahhhh).
        Baci super bagnati!
        Manù.

        Rispondi
        • Rossella

          1 Aprile 2025 at 22:33

          Manu per fortuna che tu mi capisci!
          Che già su IG mi sono presa una lavata di capo: “la pastina proprio no”… (“la pastina proprio sìììì!!!” ;))

          Rispondi
  2. Rebecka

    1 Aprile 2025 at 09:06

    Non me ne vorrà Saveurs Nutrition se preferisco la tua versione. Per anni abbiamo consumato qualcosa di molto simile e forse avevo pubblicato la ricetta da qualche parte al Cottage -o forse no, dannata pigrizia-, eccezion fatta per i risoni, perché qui si andava avanti a far fuori le lenticchie che, non ho mai capito perché, sotto Natale tutti mi regalavano. Poi ho deviato su zucca, carote e zenzero, sempre fatte con il soffritto, sfumato con vino bianco, annegato tutto nel brodo buono e lasciato ammorbidire. Questo quando ormai avevo scoperto che i miei livelli bassi di ferro, corrispondevano ad una impennata alla risposta negativa al nichel che i legumi ahimè contengono e che mi gonfiavano la mucosa orale e irritavano la mucosa intestinale. -body bizarre levate-
    Una cosa te la svelo e penso ti piacerà: l’uso del limone, ma anche di quello che i romeni chiamano “sale di limone” che altro non è che acido citrico alimentare, viene usato moltissimo nelle minestre -ciorba- in Romania. Questo ovviamente quando non si opta per la panna acida, il latticello, il bors, o il liquido di fermentazione dei cavoli. E’ l’umami di noi europei d’oriente. Un umami-acidulo che conferisce alle minestre primaverili e invernali quella cosa in più.

    E poi sulla sincronicità della foto, sì, posso darti ragione, è davvero incredibile. Ma lasciatelo dire amica, il tuo livello di fotografia è imbattibile. Qui da te faccio sempre un buon bagno di luce.
    E’ una luce immersiva, una luce che io paragono al luogo del mio cuore: Parigi! Le tue foto e Parigi hanno la stessa luce. E non so come sia possibile, dal momento che ho sempre pensato che nessuno mai al mondo sarebbe riuscito in tanta impresa. Probabilmente nemmeno Luis Barragan quando concepì la fuente del bebedero, con quel muro bianco che si rifletteva sull’acqua.
    Adoro la prima foto e adoro il tuo maglione!

    Rispondi
    • Rossella

      1 Aprile 2025 at 09:21

      Oddio Reb, ma che mi dici?
      Io, la mia lotta d’amore eterna con la luce, che ormai ho imparato ad accettare perché parla sempre di qualcosa, anche quando “non è bella”, quando piove o è grigio come quando ho scattato queste foto; e LUI, Barrgan, una delle presenze più poetiche della mia vita, mito assoluto e riferimento supremo in merito al progettare con la luce, che tu mi ci ti qui, di botto, subito dopo l’altro tipo di luce che più adoro nella mia vita, ovvero quella di Parigi, e insomma ecco, leggendoti mi sono venute le lacrime (di emozione) agli occhi!

      Ora questa “ciorba” io vorrei tanto assaggiarla, ma la vorrei preparata dalle tue mani, te che come me dunque non ami il lesso tout court se non migliorato da almeno una piccola quota di reazione di Maillard iniziale..

      Che dire?
      Buon aprile, e viva il soffritto!
      <3

      Rispondi
      • Rebecka

        1 Aprile 2025 at 19:42

        Quella è sacrosanta, che se le cose non hanno quel non so che di caramellato, che le mangiamo a fare? :-D
        Ma la ciorba, risoni a parte, direi che l’hai già fatta qui. La sola presenza del limone l’ha resa molto rumena -zenzero a parte che anche da quelle parti è entrato nelle cucine solo nell’ultimo ventennio-. Non che nelle ciorbe rumene, soprattutto quella di pollo e verdure, nonna mia non ci infilasse una manciata di “fidea”, formato di pastina che abbiamo ereditato dai turchi -loro chiamano il formato sehriye-, che poi non sono niente più e niente meno dei filini/capelli d’angelo italiani.

        E per la Luce, beh, ci sono anime che hanno un debole per la luce. E lo intuisci dalle foto che scattano, dai luoghi che cercano di abbracciare con gli occhi. La luce la cercano e la trovano ovunque, anche nella foresta più fitta. O è la Luce che trova loro…Non l’ho mai capito davvero.
        Per fortuna qui di luce ne trovo in tutti i formati. (♥‿♥)

        Rispondi
        • Rossella

          1 Aprile 2025 at 22:38

          Reb i tuoi commenti hanno su di me l’effetto che la luce (appunto!) ha sulla falena! Ad ogni parola, ad ogni singola virgola! Io mi catapulto dentro ai tuoi scritti e ne sono come rapita!
          Grazie davvero perché ogni istante che impieghi a scrivere qui per me ha un valore enorme!
          Ora metterò il limone nella minestra a palla di cannone! 😜💓

          Rispondi
  3. Giovanna

    1 Aprile 2025 at 20:56

    Da fare …prima di subito!!!acqolina in bocca solo a leggere!!!!!😍

    Rispondi
    • Rossella

      1 Aprile 2025 at 22:39

      Ehi…. Lo sai che tu sei l’artefice del mio amore per la pastina, vero? 😘😘😘

      Rispondi

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