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Challah olio d’oliva e rosmarino

16 Maggio 2025 Food, Pane, Pizze e focacce, Viennoiserie, brioches e grandi lievitati

Allora confesso che quando si tratta di pani morbidi arricchiti con uova , quindi leggermente briosciati e amatissimi dalla sottoscritta, la forma della treccia semplice, quella a tre capi, resta sempre, in assoluto, la mia preferita.

Credo sia perché mi ricorda la treccia che mi faceva mia mamma, credo perché sia immediata, di quelle cose che impari da bambino semplicemente guardandola e rifacendola, e credo infine che, applicata ad un pane morbido, renda il risultato finale bello “Ciccio” e renda anche visivamente la morbidezza del tutto.

 challahchallahNel caso della ricetta della Challah però, non posso resistere nell’aggiungere un quarto capo, forse perché la Challah, che è tecnicamente una brioche (ovvero un pane morbido reso tale dall’aggiunta di grassi e in particolare uova) ma rispetto a quest’ultima meno dolce e dalla consistenza più compatta, ha, nella mia testolina, bisogno di essere rappresentata con una trama più solida della rilassata treccia a tre capi, o forse perché semplicemente gran parte della iconografia classica di questo pane la rappresenta così.

Detto ciò, ragazzi, voi fatela come vi va, anzi, rispetto alla ricetta che sto per darvi, un unico trescone a quattro capi, potete benissimo dividere l’impasto in due e ciascuno di questi in tre, in modo da ottenere due treccette finali, tenere e gestibili, avendo cura, in questo caso, semplicemente di ridurre di un po’ i tempi di cottura indicati.

La Challah è il tipico pane ebraico che ogni famiglia prepara per aprire la cena del venerdì, ed è per questo tradizionalmente realizzata con olio come grasso, e non con burro o latte o yogurt, perché per gli Ebrei è vietato mescolare i derivati del latte con la carne e di Shabbat qualsiasi famiglia ebraica mangia la carne. (info più dettagliate qui).

Io mi sono permessa poi di fotografarla come piace mangiarla a me, ovvero sia in versione salata, con miele, formaggio e salumi, sia in versione dolce con burro e miele, quindi con derivati del latte a destra e a manca insieme a carne ;)

Nel mio caso il grasso utilizzato è un mediterraneissimo olio extravergine d’oliva, con aggiunta, sempre per restare nel contesto mediterraneo, di aghi di rosmarino tritato.

Per quanto riguarda invece la farina, essendo come vi dicevo prima un pane dalla trama abbastanza compatta, la Manitoba, che è una farina di forza, con la sua “tenuta” dei liquidi, mi è sembrata perfetta, e quindi ho usato la mia preferita di quelle degli amici di Grandi Molini Italiani, ovvero quella decorticata a pietra con W350.

challah

Tempo di preparazione: 30 minuti + 2h e 30 minuti riposo
Tempo di cottura: 30 minuti
Difficoltà: facile
Numero di porzioni: 6-8

Challah olio d’oliva e rosmarino

Ingredienti per una challah

500 g di farina tipo Manitoba decorticata a pietra Grandi Molini Italiani W350 (+ 2 cucchiai)

15 g di lievito fresco

250 g di acqua tiepida

50 g di zucchero semolato

60 g di olio extravergine d’oliva

10 g di sale

15 g di aghi di rosmarino

1 uovo

1 tuorlo per la finitura

Tritate finemente gli aghi rosmarino.

Diluite il lievito nell’acqua tiepida e lasciate riposare 10 minuti mescolando di tanto in tanto.

A parte mescolate olio, rosmarino, zucchero, un uovo, poi unite il composto di acqua e lievito.

Mettete la farina nella ciotola dell’impastatrice o in una grande ciotola, formate la fontana al centro e incorporate pian piano gli ingredienti liquidi mescolati mentre impastate. Aggiungete il sale all’ultimo e impastate almeno 10 minuti o fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico, tale da poter essere tirato con le due mani senza strapparsi.

Aggiungete se occorre uno o due cucchiai di farina nel fase finale dell’impasto se vi sembra troppo appiccicoso (tenete a mente che deve rimanere comunque morbido).

Trasferite l’impasto così ottenuto nella ciotola leggermente unta di olio e date una serie di pieghe circolari direttamente nella ciotola, ovvero iniziate a prendere un lembo di impasto in prossimità del bordo della ciotola e “pizzicandolo portatelo verso il centro, ruotando la ciotola e completando il giro (con 10 “pizzicate” avrete completato il giro), copritela e lasciatela riposare una o due ore a temperatura ambiente e a riparo dalle correnti fino a che non raddoppia di volume.

Riprendete l’impasto, date un paio di pieghe e poi schiacciatelo con le dita o con il pugno della mano per sgonfiarlo un po’.

Tagliate l’impasto in quatto parti uguali, e rullate ogni pezzo fino a formare un budello lungo lungo intorno ai 25-30 cm.

Realizzate una treccia a quattro capi direttamente sulla placca del forno leggermente unta di olio o rivestita di carta da forno e lasciateli lievitare ancora da 45 minuti a un’ora.

Scaldate il forno a 200 °C (modalità statica).

Con l’aiuto di un pennello, pennellate le trecce con il tuorlo leggermente sbattuto con poca acqua e infornate da 25 a 30 minuti fino a che non sono ben dorate in superficie, abbassando la temperatura a 190 °C dopo 10 minuti e a 180 °C, se vedete che si colora troppo, negli ultimi 10.

challahchallahchallahchallahchallahchallah

Questa qui infondo sono io che spezzo la challah con le mani ustionandomi perché era appena uscita dal forno!

Il fatto è che appena calda è stupendo spezzarla, perché la mollica “fila”, inoltre avrei dovuto mettere una sola, al massimo due, foto, ma mi piacciono tutte così tanto che mi sono presa qualche licenza poetica.

Questo post fa parte della serie di post realizzati in collaborazione con Grandi Molini Italiani.
Questo significa che quel contenuto è stato prodotto grazie al supporto economico dell’azienda.

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Categories: Food, Pane, Pizze e focacce, Viennoiserie, brioches e grandi lievitati Tags: colazione, merenda, collaborazioni, picnic, lactose free, cucinare con lentezza, cose panose

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Interazioni con il lettore

1 Commento al post

  1. Emanuela Lupi

    17 Maggio 2025 at 06:14

    Ma che meraviglioso buongiorno!!!
    Questo post così solare ci voleva proprio in questa giornata che non credo si preannunci molto bene!
    Ecco, foooooooooorse questa treccia qui potrei riuscire a farla: cioè i 4 capi non mi vengono benissimo, ma credo di poterli gestire nonostante la mia impiastricciaggine!
    Mi piace tantissimo anche il fatto di averci inserito gli aromi, tra cui il rosmarino è uno dei miei prefe in assoluto (assieme a timo e salvia).

    Appena mi viene il genio questa la provo!
    Ma che bello..
    Comunque sentivo che eri nell’aria, sai?
    Ti mando un abbraccio fortissimo.

    Manù.

    Rispondi

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