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Vaniglia — Storie di cucina

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Pull Apart Bread al basilico con formaggio e pesto

26 Agosto 2026 Food, Pane, Pizze e focacce, Viennoiserie, brioches e grandi lievitati

Pull Apart Bread al basilicoPull Apart Bread al basilicoPull Apart Bread al basilico

A casa dei miei nonni, a Melfi, c’erano 4 balconi, e ognuno suscitava la mia attenzione di bambina sensibile alla conformazione degli spazi.

I primi due percepibili, perchè di fatto sulla strada, sono due balconi gemelli, i più “istituzionali” diciamo, belli simmetrici a destra e a sinistra del portone d’ingresso della casa, con le balaustre lavorate e così pieni di piante bellissime e d’estate fiorite che quando passava la banda, il giorno della festa dell’Assunzione, noi piccole, mamma e nonna e zia, anche se i balconi erano due, quasi non riuscivamo a starci.

Poi c’era un terzo terrazzo misteriosissimo per me, che partiva dal salone, ed era largo e abbastanza profondo, un rettangolo ma non troppo allungato, che finiva su un muro. Nel senso che qual balcone era “passante” (senza di fatto passare, ovvero senza collegare) su un vicolo. Avresti potuto affacciarti a destra e sinistra e vedere le persone che ci passavano sotto, da una parte all’altra, nel vicolo, ma questo era impossibile perchè i suoi parapetti in muratura, alti, e la grande presenza, qui oserei dire ancora di più, di piante lussureggianti, lo rendeva impossibile, e aggiunto a questo la sua profondità inusuale dovuta al fatto che non fosse uno sbalzo sospeso nell’aria ma un ponte agganciato a due muri a tutti gli effetti, lo rendevano ai miei occhi una sorta  di Giardino Segreto.

In ultimo c’è il quarto terrazzo sul retro, ferocemente esposto a sud, che collega visivamente i due punti più importanti della città di Melfi, ovvero il campanile della cattedrale e il Castello di Federico II, posti perfettamente sull’asse longitudinale del terrazzo stesso e che da lì si potevano vedere, dal terrazzo lunghissimo ai nostri occhi di bambine e più magico dei quattro ai miei, perchè, essendo la casa composta da due precedenti unità immobiliari separate all’interno, in un punto, da un pianerottolo, e unite solo da una stanza e non da un disimpegno, questo era di fatto l’unico collegamento che bypassava velocemente l’intera grande casa e che ci permetteva di sgattaiolare furtivamente dalla nostra camera alla sala da pranzo, facendo capolino dal di fuori nella camera dei nostri giovani zii.

Ci permetteva di giocare a nascondino o di sgusciare fuori dal nostro letto di giorno alla controra, quando invece avremmo dovuto dormire, da piccole, o di uscire nelle notti di plenilunio da adolescenti col nostro libro di Fogazzaro o di Eco in mano dopo aver passato l’intera giornata a negarci al resto del mondo in un rifiuto del Meridione tutto adolescenziale quando già le nostre amiche erano in vacanza “da sole” (leggi a casa di altre amiche) mentre noi dovevamo stare ancora a ruota di mamma e papà.

Su questo terrazzo, che era anche quello “di servizio”, venivano stesi e ripresi e piegati panni a cicli continui (ricordo lenzuola, e tovaglie enormi) e soprattutto, qui, veniva coltivato il basilico.

Le piante “da parata” erano sostanzialmente ovunque tranne che qui, e il basilico non era da nessuna parte e qui invece regnava. Regnava in enormi vasi di coccio addossati alle pareti di intonaco, resistendo al sole che schiaffeggiava l’intera facciata praticamente tutto il giorno, e crescendo con le sue grandi foglie verdi e lucide.

Quello è il basilico della mia vita, quello che mi impedisce di capire fino in fondo la finezza e bellezza delle foglioline liguri, quello che profumava vigorosamente quando ci passavo coi polpacci nudi accanto anche solo ad averlo sfiorato, e quello a cui ho pensato la prima volta che ho letto la storia di Elisabetta da Messina nel Decamerone di Boccaccio.

Forse è per questo mio immaginario di basilico che contiene l’intera estate che verso la fine di agosto comincio ad agitarmi, a guardare le mie piantine cercando di capire quale sia il momento oltre il quale non andare per non sprecarlo all’avvicinarsi dell’autunno, e farci un bel pesto e magari qualcos’altro ;-P

La pasta al pesto è sempre una bella idea, ma quest’anno non ho potuto fare a meno di pensare che un’altro piatto perfetto da condividere poteva accogliere il mio basilico di fine estate: un Pull Apart Bread con formaggio e pesto al basilico.

Non sto qui a dilungarmi su quanto possa svoltarvi la morbidezza di un pane l’inserimento di un uovo nell’impasto per renderlo giusto un tantinello briosciato, nel senso, fidatevi, anzi ancora meglio se non vi fidate provatelo ;-P, perchè è davvero spaziale.

Come farina, la farina tipo 0 100% grano italiano Grandi Molini Italiani, mescolata a un terzo di Manitoba, per dare un filo di elasticità in più.

Io l’ho amato, in questi giorni, con sopra spalmato del formaggio fresco e ancora un’aggiunta di pesto, o addirittura “a panino”, con, in aggiunta, i pomodori buoni. conditi con un pizzico di sale, a fette, proprio come li mangiava mio nonno Antonio, senza olio, pomodori e sale.

Lui i pomodori così li mangiava a colazione, quando questa arrivava dopo già una mezza giornata di duro lavoro, ma devo dire che che per noi generazioni “debosciate” aggiungerli ad un Pull Apart Bread con formaggio e pesto al basilico può essere una soluzione perfetta per una merenda, per il pranzo al sacco sotto l’ombrellone, o anche per un aperitivo un po’ irrobustito <3

Pull Apart Bread al basilicoPull Apart Bread con formaggio e pesto al basilico
Tempo preparazione: 45 minuti
Cottura: 30 minuti
Riposo: 2 ore
Difficoltà: media

Ingredienti per uno stampo da plumcake
Per l’impasto
12,5 g lievito di birra fresco
1 cucchiaino di zucchero semolato
125 g di latte fresco intero, appena tiepido
40 g di burro morbido a temperatura ambiente
1 uovo a temperatura ambiente
200 g di farina tipo 0 100% grano italiano Grandi Molini Italiani
100 g di farina tipo Manitoba decorticata a pietra Grandi Molini Italiani
1 cucchiaino di sale
1 spicchio di aglio (facoltativo)
basilico
Per il ripieno
200 g di pesto al basilico + 50 g per spennellare (facoltativo)
125 di mozzarella ben scolata e tagliata a fettine sottili
100 g di Grana Padano grattugiato

Mettete le farine nella ciotola della planetaria, fatevi un buco al centro aggiungete il lievito e lo zucchero,  unite il latte tiepido, coprite con un canovaccio e lasciate riposare 5-10 min. 

Azionate il gancio dell’impastatrice (o lavorate a mano nella ciotola), e aggiungete impastando l’uovo,, l’aglio schiacciato in camicia con la lama di un coltello, mondato di quest’ultima e del germoglio centrale e tritato molto finemente al coltello (facoltativo). Impastate e unite all’ultimo il burro e il sale; continuate ad impastare fino a che il burro non sarà assorbito e l’impasto sarà morbido.

Formate una palla. Mettete l’impasto in una ciotola unta e coprite con pellicola per alimenti. Mettete in un ambiente leggermente caldo a lievitare fino a quando non raddoppia di dimensioni, circa 60-90 minuti. (Forno spento con la lucina accesa)

Mentre l’impasto lievita, ungete una teglia da plumcake da 20×10 cm a bordi alti.

Rovesciate l’impasto sul piano di lavoro e dividetelo in 12 pezzi uguali.

Appiattite ciascuno in un disco di circa 10 cm di diametro (non deve essere perfettamente rotondo, anzi, se è leggermente allungato sarà più facile farcirgli e gestirlo ;)). 

Spalmate 1-2 cucchiaini di pesto su ciascun disco di pasta e cospargete con 1 fettina di mozzarella e un po’ di Grana grattugiato. Piegate i dischi a metà (come fossero un piccolo panzerotto) e allieneateli nella teglia preparata, con il lato aperto verso l’alto (io tengo la teglia inclinata per facilitare l’operazione, o addirittura in verticale).

Pull Apart Bread al basilicoLasciate lievitare il Pull Apart Bread al basilico ancora in un ambiente leggermente caldo fino a quando non si gonfia, per circa 45 minuti.

Preriscaldate il forno a 200 °C, modalità statica.

Cuocere a metà forno fino a doratura, per circa 10 minuti, poi abbassate a 180 °C e prolungate la cottura di altri 20 minuti, abbassando la grata del forno nella parte bassa nel caso la parte superiore dovesse scurirsi troppo.

Pull Apart Bread al basilicoPull Apart Bread al basilico Sfornate e posizionate la teglia su una griglia.

Spennellate a piacere il Pull Apart Bread al basilico caldo con il pesto rimasto (circa 50 g). 

Raffreddate 10 minuti in teglia, quindi sformate e servite caldo.

Il Pull Apart Bread al basilico si conserva per un massimo di 2 giorni o in frigorifero per un massimo di 1 settimana. Potete ammorbidirlo, nei giorni successivi al primo, scaldandolo in forno a 150 °C per 10-15 minuti fino a quando l’interno è di nuovo morbido o spezzandolo a fette e scaldando queste ultime in padella con coperchio, a fuoco dolce e su ambo i lati, per qualche minuto.

 

Se siete amanti dei pesti vi lascio il link a qualche versione qui sul blog <3

Disclaimer: questo post è realizzato nell’ambito di una collaborazione con Grandi Molini Italiani, che va avanti da anni e di cui sono grata e orgogliosa, perchè non solo mi permette e mi spinge continuamente a scandagliare nuove ricette realizzate con il mio ingrediente basale preferito, la farina, ma sostiene i costi di gestione di questo blog (che vi assicuro non sono pochi, ma penso sempre che ne valga la pena perchè questo spazio, con tutto quello che comporta, lavoro ma anche le bellissime chiacchiere nei commenti con voi, è per me sacro).

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Categories: Food, Pane, Pizze e focacce, Viennoiserie, brioches e grandi lievitati Tags: amici, estate, merenda, collaborazioni, picnic, cucinare con lentezza, cose panose, cene d'estate, aperitivo, basilico

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Interazioni con il lettore

1 Commento al post

  1. Emanuela Lupi

    26 Agosto 2026 at 21:10

    Ma la meraviglia di questo racconto????
    Che giro fighissimo mi hai fatto fare!!
    Grazie!

    Comunque anche Manù è dovuta stare a ruota di mamma per un bel po’.. (meno male che avevo nonna!)

    E… A proposito di uova, sai che .. mia nonna l’uovo (uno) lo metteva pure nell’impasto della pizza?
    Diceva che con l’uovo era diverso!

    Chissà! ;)

    Ti mando un abbraccio fortissimo e spero che la ripresa stia procedendo bene.
    Baciiiiiiii!!!

    M.

    Rispondi

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