Quando ho scoperto il Biscotto di mezz’agosto era qualche mese fa e mi ha colpita tantissimo, suonava molto come un “Sogno di una notte di mezza estate” e possedeva tutte e tre le caratteristiche che deve avere un lievitato che io possa effettivamente catalogare come tradizionale, ovvero la presenza di tre ingredienti imprescindibili: semi di anice, olio d’oliva e una farina semintegrale decorticata a pietra, che come sapete nel mio caso coincide con la farina tipo 2 decorticata a pietra degli amici di Grandi Molini Italiani.
E questa preparazione rustica e profumata è anche la prova provata che pure i lievitati possono essere delle ricette da seduti! !!!
Utile un’impastatrice, sì, e se vi va di gran lusso anche qualcuno che inforni d sforni per voi ;)
Per il resto, tutto sommato, complici anche i lunghi tempi di lievitazione, e la pezzatura “comoda” (niente tagli, giusto uno strappo al centro da trasformare in un unico grande forellone di una unica grande ciambella), il Biscotto di mezz’agosto si può fare comodamente anche belli comodi a sedere ;)
Potete anche impastare a mano (utile il poter stare in piedi in autonomia in questo caso ;)), anche perché parliamo di una ricetta della tradizione, di quelle poche smancerie e molta sostanza.
È a metà tra un lievitato e un biscotto, quindi, attenzione, meno morbido e più “ruvido”, e la tradizione toscana vuole sia impastato con il vino dolce Aleatico. Anche se, vedo in giro, ognuno usa quello che ha. Altra cosa bella delle ricette di una volta: sono indulgenti <3
Se volete invece buttarvi su qualcosa di molto morbido, un lievitato che a me fa pensare all’estate (non chiedetemi perchè, dato che la panna è sempre capricciosa da montare con le alte temperature, sono i maritozzi con la panna, trovate la ricetta qui ;)
Buon mezz’agosto a tutti voi!
Biscotto di mezz’agosto
Tempo preparazione: 45 minuti
Cottura: 40 minuti
Riposo: 2+2 ore
Difficoltà: media
ingredienti per una ciambella
350 g di farina tipo 1 decorticata a pietra Grandi Molini Italiani
150 g di farina tipo Manitoba decorticata a pietra Grandi Molini Italiani
100 g di zucchero semolato
15 di lievito di birra fresco
4 uova
60 g di olio extravergine di oliva
2 cucchiai colmi di semi di anice
150 g di vino dolce rosso (es. Aleatico, in alternativa anche un bianco dolce)
1 pizzico di sale
Latte e/o tuorlo per spennellare
Una mezz’ora prima di iniziare mettete a bagno i semi di anice nel vino e tenete da parte.
Raccogliete le farine a fontana e aggiungete al centro il lievito sbriciolato.
Unite le uova sbattute, lo zucchero, il vino dolce insieme ai semi di anice e impastate aggiungendo man mano l’olio, e, verso la fine dell’impasto, il sale.
Se l’impasto è troppo appiccicoso ungetevi appena le mani di olio per lavorarlo con maggiore facilità.
Una volta ottenuto un composto omogeneo ed elastico, rimanete in una ciotola unta di olio e coperta e fate lievitare una o due ore, fino al raddoppio, poi riprendete l’impasto e dategli una forma a ciambella.
Disponetela su una leccarda ricoperta di carta forno o unta di olio e lasciate lievitare almeno due ore o fino al raddoppio in un posto al riparo da correnti tipo il forno spento con la cucina accesa.
Una volta lievitata spennellatela con poco latte o un tuorlo d’uovo sbattuto (o un tuorlo sbattuto con poca acqua o poco latte) e infornate il Biscotto di mezz’agosto nel forno caldo preriscaldato e fate cuocere a 180 °C (modalità statica) per 40 minuti.
Note
Potete a piacere lucidare questa ciambella, appena sfornata, con uno sciroppo ottenuto facendo bollire qualche minuto 50 g di zucchero e 50 g di acqua, e decorarla, una volta fredda, con zucchero a velo.
Questa ciambella, tipica della Toscana (non a caso il vino impiegato per realizzarla è L’Aleatico) viene realizzata secondo l’usanza proprio per il 15 agosto.
Sono ciambelle che spesso si portano in spiaggia per festeggiare questo giorno, e nei tempi antichi venivano preparate per la merenda dei contadini che erano impegnati nella trebbiatura in quei giorni ed si possono trovare sulle tavole di molte zone della Toscana il giorno di Ferragosto.
Disclaimer: questo post è realizzato nell’ambito di una collaborazione con Grandi Molini Italiani, che va avanti da anni e di cui sono grata e orgogliosa, perchè non solo mi permette e mi spinge continuamente a scandagliare nuove ricette realizzate con il mio ingrediente basale preferito, la farina, ma sostiene i costi di gestione di questo blog (che vi assicuro non sono pochi, ma penso sempre che ne valga la pena perchè questo spazio, con tutto quello che comporta, lavoro ma anche le bellissime chiacchiere nei commenti con voi, è per me sacro).
Emanuela Lupi
Io me ne sto qua, bella comoda sul tavolo a studiare fisiologia del tratto gastrointestinale e per fare una pausetta, vengo qui e che mi trovo????
Amo proprio tanto le ricette di una volta, che si fanno così senza tante, (troppe) manfrine (direbbe nonna), un po’ alla portata di anche comuni mortali arraffoni (tipo me).
Adoro l’anice, tanto e adoro l’olio e la farina rustica…
Mi sa che questo, anche senza impastatrice (quindi rigorosamente in piedi), me lo faccio proprio!
Buon mezzagosto a te cuore mio.
Manù.
Rossella
Manùùùùùùùù!
Oddio sì, questo è proprio il nostro genere, bello rustico e poche storie ;)
Che bello leggerti, io oggi pressione sotto ai tacchi, o meglio sotto alle stampelle, sto lavorando ad un nuovo progetto, se je la fo’. Poi ti racconto.
Intanto un bacio enooooooormeeeee
<3