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Vaniglia — Storie di cucina

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Pinsa Castelmegno e miele

2 Settembre 2026 Food, Aperitivi, antipasti e finger food, Pane, Pizze e focacce

Pinsa castelmegno e mieleNon so voi dove avete la testa ora ma so dove (non) la ho io.

Non la ho su settembre, sui rientri, sugli outfit da ufficio; Non la ho sul “quando finisce questo caldo”, e ci tengo a precisare che stare immobilizzati tutto il giorno a letto con due dita di gesso intorno alla gamba rigorosamente senza aria condizionata non è esattamente fresco, o peggio ancora tentare di muoversi dal letto al bagno con le stampelle è una roba che ti fa sudare sette camice, e che nel rientro dal bagno avrete la sensazione che a non alzarsi e non lavarsi il bilancio sarebbe il medesimo.

Non la ho sul “non se ne può più dell’estate” perchè per me l’estate inizia adesso, non dico con riacquistato dinamismo, più come una che ha lavorato tutto agosto (facendo una fatica boia, con le stampelle, ma piena di una enorme gratitudine potendone lasciare una da parte ogni tanto e riacquistando la meravigliosa sensazione di afferrare oggetti muovendosi!) e che ora sta chiudendo qualche cartella di lavoro e agogna le ferie.

Mi sono poi astenuta dall’uso del forno finché ho potuto, ma ci sono cose, cose che più di tanto non si può, soprattutto appena cominci a muoverti per casa e sei consapevole che finalmente puoi “farti venire un’idea”.

L’idea è stata questa: usare un ingrediente importante come il formaggio Castelmagno “avanzato” da un set per quella che inizialmente doveva essere una pizza, ma poi, frugando bene in dispensa e trovando questa, è diventata una pinsa, la mia prima Pinsa Castelmegno e miele.

Ora voi dovete sapere che io la differenza tra la pizza napoletana e la pinsa romana non la sapevo poi così bene se non per via palato, ma a voler essere precisi mentre la prima ha una forma tonda, e un impasto realizzato con farina di grano tenero (tipo 0 o 00), acqua, sale e lievito, con un’idratazione media (intorno al 60%), un cornicione alto, soffice e alveolato, con una parte centrale sottile e morbida, la pinsa Romana ha una forma tipicamente ovale o allungata e un impasto che utilizza tre farine (frumento, riso e soia) e ha una percentuale di acqua molto alta (circa l’80%); la lievitazione è piuttosto lunga, è croccante fuori e morbida dentro, leggera e molto digeribile grazie alla lunga maturazione dell’impasto.

Dovete anche sapere che mentre il pane lo faccio quasi in automatico, i lievitati li adoro perchè mi vengono morbidi morbidi e ne sono golosa, le focacce me la cavo, sulla pizza, io ho un blocco psicologico che mi sta proprio qui e non va né su né giù.

Io la pizza adoro mangiarla e mitizzo tutti coloro che la preparano a casa, ma quando si tratta di cimentarmi io (anche se quando mi gira bene lo faccio. come), guardo la cosa sempre con un certo sospetto. Non che non la faccia, solo, diciamo, deve verificarsi (e questo accade di rado) sempre un certo allineamento di pianeti.

Pinsa castelmegno e mieleImmaginate quindi quando ho realizzato che al Preparato per pinsa Grandi Molini Italiani bastava aggiungere acqua sale e olio, sono partita come una molla, perchè imescolamento di tali ingredienti sarebbe stato il degno alloggio di questo accostamento di sapori che io avevo una voglia matta di realizzare da quando, un paio di settimane fa, lavorando, ho assaggiato un pezzetto di Castelmagno.

Castelmagno, bello, forte e assertivo, praticamente resistente allo sciogliersi in forno, e miele, dolce e morbido, che contrastasse ed esaltasse il formaggio. Con una congrua aggiunta di mozzarella perchè non so voi ma io alla parte filante non posso rinunciare.

Il risultato, la Pinsa castelmegno e miele, questo. <3

Pinsa castelmegno e miele

Pinsa castelmegno e miele
Tempo preparazione: 20 minuti
Cottura: 20 minuti
Riposo: 3 ore
Difficoltà: facile

Ingredienti per uno stampo rettangolare 22 x 34 cm circa
Per l’impasto
400 g di Preparato per pinsa Grandi Molini Italiani
280 g di acqua
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
Per la farcitura
150 g di formaggio Castelmagno stagionato
200 di mozzarella ben scolata e tagliata a fettine sottili
Miele di castagno, o di colza, per finire

Mettete la farina nella ciotola della planetaria, fatevi un buco al centro, aggiungete 250 g di acqua e impastate a velocità medio-bassa per 10 minuti, aggiungendo il sale a metà impasto.

A questo punto unite il resto dell’acqua in più riprese, aspettando ogni volta che venga assorbita dall’impasto, e infine l’olio d’oliva, continuando ad impastare e aggiungendo solo al bisogno un cucchiaio di farina. L’impasto finale dovrà avere una consistenza molto morbida.

Lasciate nella ciotola, aggiungendo sui bordi un filo di olio d’oliva, e fate un paio di pieghe in ciotola, oppure praticate delle pieghe circolari in ciotola, ovvero “pizzicate” l’impasto sul bordo, riportando la pasta presa con le dita al centro dell’impasto, e ruotando la ciotola fino ad aver “pizzicato e riportato al centro” tutto il bordo dell’impasto e completato il giro (circa 10 “riporti”), coprite e lasciate riposare un’ore a mezza in un luogo tiepido, come il forno con la lucina accesa.

Trascorso questo tempo rovesciate l’impasto nella teglia unta di olio, praticate due pieghe direttamente nella teglia, e iniziate a stenderla leggermente con le mani.

Mettete la taglia di nuovo in un posto caldo e fate lievitare per un’ulteriore ora e mezza, stendendola con le mani nella teglia in altre due riprese, fino a che, rilassandosi, la pasta non raggiunge i bordi della teglia.

Preriscaldate il forno a 240 °C, modalità statica.

Pinsa castelmegno e mieleFarcite con la mozzarella e il Castelmagno a fettine, e fate cuocere la Pinsa castelmegno e miele a metà forno fino a doratura, per circa 20 minuti, abbassando la temperatura del forno a 200 °C per gli ultimi 5 minuti.

Pinsa castelmegno e miele Pinsa castelmegno e mieleSfornate e posizionate la teglia su una griglia di raffreddamento.

Fate intiepidire appena, nappate con il miele, tagliate la Pinsa castelmegno e miele e servitela subito, finendo a piacere con una spolverata di pepe nero.

 

Disclaimer: questo post è realizzato nell’ambito di una collaborazione con Grandi Molini Italiani, che va avanti da anni e di cui sono grata e orgogliosa, perchè non solo mi permette e mi spinge continuamente a scandagliare nuove ricette realizzate con il mio ingrediente basale preferito, la farina, ma sostiene i costi di gestione di questo blog (che vi assicuro non sono pochi, ma penso sempre che ne valga la pena perchè questo spazio, con tutto quello che comporta, lavoro ma anche le bellissime chiacchiere nei commenti con voi, è per me sacro).

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Categories: Food, Aperitivi, antipasti e finger food, Pane, Pizze e focacce Tags: collaborazioni, cose panose, aperitivi, cene d'estate, cena

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Interazioni con il lettore

2 Commenti

  1. Emanuela Lupi

    2 Settembre 2026 at 18:37

    Cuore mio.. ti ho pensata tantissimo mentre colavo solo a star ferma a studiare e mi è venuta pure una irritazione dove appoggiano gli occhiali sul naso dal sudore..
    Tu dimmi che ha fatto un utilizzo intelligente dei tuoi amati ferri da sferruzzo per darti un po’ di sollievo con della grattatine dentro il gesso…

    Io lo facevo sempre sai?
    Quando da moooooolto piccola tagliai un piede (in una maniera che non ti sto a raccontare, ma l’ho salvato per miracolo), non mi si riassorbirono bene i punti, quindi a distanza di di 2 anni dovetti fare un secondo intervento per eliminare una ciste che mi era venuta.
    Ora il primo misfatto (ovvero il taglio del piede ) successe a Settembre della mia 1a elementare, ma il secondo intervento lo feci in estate e dovetti tenere il gesso per 75gg… l’unica cosa che mi dava sollievo dal prurito era farmi delle grattatine con il ferro dello sferruzzo (l’uncinetto era troppo corto!)…
    Dimmi che lo hai fatto anche tu..

    Sono contenta però che tu sia riuscita a muoverti un pochettino..

    Passando alle ricette invece, avrei voluto scriverti qualche gg fa perché ho fatto due TUE ricette che, mi sono chiesta perché mai non le abbia fatte prima: il pan Belluno di mais e il clafoutis alle albicocche di zia Milva (o non ricordo il nome)… Il primo così meravigliosamente burroso, profumato, frolloso, buonissimo; il secondo con quelle albicocche acidule che bilanciavano benissimo la dolcezza delicata dell’impasto…
    Una meraviglia entrambi.

    Ora tu e la pizza.
    Tu e la perfezione del voler fare la pizza.
    Tu e la perfezione del voler fare la pizza perfetta.

    Ho detto tutto!

    Però brava che hai colto l’occasione per questo lievitato che sicuramente sarà spaziale.
    Ti mando un abbraccio forte (anche se rischio di appicciarti tutta)

    Ti voglio bene.
    Manù.

    Rispondi
    • Rossella

      2 Settembre 2026 at 19:37

      Oddio Manù che bello leggerti!
      Un po’ rido e mi sganascio (zia Wilma ;)), un po’ mi commuovo e un po’ sono felice e stupita (grattatine sì, con ferri da calza in legno, che poi fa ride perché il primo mese e mezzo impossibilitata di fare TUTTO, non potendo accendere il forno, che te facevo, con 40 gradi all’ombra? Lavoro a maglia ovviamente di cose in lana! 😂😂😂😂)
      Tv ttttb 😜💓

      Rispondi

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