
Buongiorno…!
Adoro scrivere i post nelle uggiose mattina di novembre, tutta arrotolata su me stessa, con la scusa della pioggia, mentre sono ancora in pigiama e fuori albeggia.
Confesso che io sono una di quelle persone che amano l’alternarsi dell’ora legale e quella solare: la sola idea di addormentarmi nel buio pesto (normale), e, nella prima metà di dicembre, svegliarmi, fare colazione e uscire di casa in uno stato di altrettanto buio pesto (mostruoso), annienterebbe i miei ritmi e il mio sentimento di gratitudine nell’alba (e anche tutto quel benessere di alzarmi e vedere che piano piano schiarisce).
L’inverno poi mi ha insegnato un altro tipo di gratitudine e di ritmo: quella per le energie che finiscono “prima”, insieme alla giornata. Io sono una di quelle persone che per “entusiasmo”, “bicchiere mezzo pieno”, “massì, ce la faccio” tendono a riempire la giornata di task, molte più di quanto ragionevolmente riuscirei a compiere. In sostanza mi ritrovo sempre a non finire mai tutto quello che vorrei, sovrastimando le mie energie, e stancandomi, a volte stressandomi, davvero tanto nell’arco della giornata e della settimana.
Lavorando però come fotografa, e perlopiù con la luce naturale, questo periodo dell’anno costituisce per me un normale (o forzato) ridimensionare il mio superomismo (o superdonnismo ;-P), e quella sensazione che ho alle 15-16, quando inizio a smontare il set e pulire la cucina, per poi staccare dal lavoro, almeno quello fisico dello shooting, intorno alle 18.00, è meravigliosa. È una sensazione di autoascolto, che riesco a sentire solo tra novembre e dicembre (d’estate tutta gasata finisco per tirare a scattare anche fino alle 21!), quando devo fare i conti anche con la luce bassa, il cielo grigio, la pioggia, e quando il momento di chiudere tutto coincide con il mettere scaldare sul fornello un po’ di acqua per farmi un tè, che sorseggio con calma al computer, ormai con il sole tramontato, mentre inizio ad editare il lavoro della giornata.
Ecco, questo è davvero il periodo dell’anni in cui io sento il ritmo della natura, perchè è qui che devo fare i conti con lei, ed è qui che lei mi impone di rallentare. Adoro l’autunno e l’inverno perchè richiedono un rallentamento benefico al nostro corpo, che per quanto possibile mi sforzo di ascoltare <3 .

Questo rallentamento corrisponde in cucina all’arrivo di “impasti marroncini”, come li definisce la mia amica Barbara, spezie, frutta secca e farine integrali, o speciali, alternate alla farina di forza, ovvero una farina con caratteristiche di elasticità maggiori delle altre che mi permettono di lavorare bene con impasti tipo viennoiserie e grandi lievitati. Perchè sì, verso fine novembre arrivano anche gli impastino natalizi, e anche questo per me è “ritmo naturale”
Prima di partire con i veri e propri impasti dei periodo di festa, mi va di indugiare in qualcosa che è a metà tra il briosciato e il ricco in frutta secca, simile come colori ma dissimile come ingredienti ai panini ispirati al Pan’e Saba dello scorso post: se infatti allora avevamo un impasto a base di farina di semola rivaccinata di grano duro, qui abbiamo tutta Manitoba, e se allora avevamo solo latte e zero uova, qui troviamo solo uova e zero latte (interessante vero? ;)), comune ad entrambi l’assenza di grassi tipo olio o burro, e comune ad entrambi la decorticazione a pietra degli amici di Grandi Molini Italiani <3.
Oggi dunque un altro “pane”, che a rigore, data la presenza delle uova, tanto pane non è, di quelli miei autunnali e dolci e speziati, perfetto la mattina, tostato, con un filo di burro (eh, se non c’ nell’impasto lo recuperiamo poi! ;)), e un secondo filo di confettura di mele o cotogne:
Pandolce alla frutta secca
Tempo di preparazione: 30 minuti + 4-6 h lievitazione
Tempo di cottura: 30 minuti
Difficoltà: media
Numero di porzioni: circa 10 fette
Pandolce alla frutta secca
ingredienti per una pagnotta tonda di circa 20 cm di diametro
Per l’impasto
250 g di farina forte tipo Manitoba decorticata a pietra Grandi Molini Italiani (W 350)
210 g di frutta secca mista (nocciole, noci del Brasile, anacardi, uvetta, o altra frutta secca a scelta)
35 g di Zucchero
15-20 g (a seconda dei gusti) di mix di spezie in polvere – cannella chiodi di garofano, noce moscata
1/2 cucchiaino di sale
3 uova medie
8 g di lievito di birra fresco
Inserite nella ciotola della planetaria la farina, il sale, le spezie, lo zucchero, le uova, e il lievito sbriciolato.
Impastate per quattro minuti a velocità uno.
Proseguite per sei minuti a velocità media. L’impasto deve staccarsi dalla parete della ciotola anche se potrebbe rimanere piuttosto colloso. Aggiungete solo se occorre poca farina mentre impastate (massimo 1-2 cucchiai rasi).
Coprite e fate lievitate il Pandolce alla frutta secca dalle 2 alle 4 ore (in ogni caso fino al raddoppio) in un luogo leggermente tiepido, poi unite la frutta secca e impastate di nuovo fino a che quest’ultima non è distribuita in modo omogeneo all’interno dell’impasto; date due pieghe, formate una palla leggermente schiacciata e disponete in una teglia.
Fate lievitare di nuovo il Pandolce alla frutta secca per una o due ore, fino al raddoppio, e cuocete nel forno gà caldo, a 190 °C (modalità statica) per 30 minuti circa, fino a che la superficie del pane non sarà brunita.

Note
- Questo Pandolce alla frutta secca, nonostante l’uso delle uova, è un pane “rigoroso”, più compatto di una normale brioche (a causa degli zero altri grassi aggiunti), molto, molto novembrino, e si conserva bene, chiuso nella pellicola per alimenti, un paio di giorni. Se avanza si può congelare o conservare a fette, ben chiuso, in frigo, e consumare tostato!
- Questa ricetta è una mia personale versione di una pane alla frutta secca, ma non il pandolce della tradizione della cucina italiana.
- Questo post contiene link di affiliazione (maggiori info alla voce “disclaimer” in home) ed è realizzato nell’ambito di una collaborazione remunerata con Grandi Molini Italiani, di cui sono orgogliosa e felice. Sono infatti ormai 6 anni che lavoriamo insieme per realizzare alcune delle (forse più belle, dato l’ingrediente di base che io amo molto, la farina) ricette presenti su questo blog e sul loro sito! Vi lascio qui l’elenco!
Emanuela Lupi
Tu regali sempre un po’ di sole anche nelle giornate più nebbiose ed uggiose sia fuori che dentro.
Ti voglio bene per questo.
Manù.
Rossella
Manù ti rispondo presto su tutto! (incasinatissima me <3)
(grazie grazie grazie)